© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.
Quando iniziamo ad esaminare brani di video, o ad interazioni umane in tempo reale, dobbiamo diventare rapidi a cogliere le emozioni in frazioni di secondo, perché le emozioni si “nascondono” dietro a microespressioni, piccoli segnali involontari del volto, di durata inferiore a ¼ di secondo, o possono invece diventare molto manifeste e verbalizzate.
La microespressività fu scoperta per prima da E. A. Haggard e K. S. Isaacs nel 1966 mentre analizzavano delle immagini da dei filmati di psicoterapia in cerca di segni non verbali tra loro e i pazienti, esaminando numerose volte a rallentatore il filmato di un colloquio svolto con una paziente.
Dopo diversi anni di studio vengono approfondite da psicologi della comunicazione come Paul Ekman (2011)[1], i cui studi hanno prodotto un sistema denominato F.AC.S. (Facial Action Coding System) che esamina ogni singolo movimento dei muscoli facciali per decodificarne le espressioni emotive e le espressioni a livello “micro” che segnalano gli stati emotivi in corso.
I principali stati emotivi e le micro-espressioni che li accompagnano
Le microespressioni più importanti e riconosciute sono codificate. Una intera serie televisiva è stata dedicata a questa scienza, interpretata dall’attore Tim Roth, protagonista della serie “Lie to Me” dedicata espressamente al tema dell’investigazione con l’utilizzo delle microespressioni.
1. Disgusto (Disgust)
Solitamente il disgusto si presenta quando una persona si ritrova di fronte ad un alimento che la mente considera nocivo oppure quando si presenta una scena così detta disgustosa o poco piacevole.
Si esprime con il rovescio della bocca verso il basso, il naso si arriccia. Le sopracciglia si abbassano e si avvicinano creando delle rughe verticali sulla fronte, mentre le palpebre si alzano creando rughe alla radice del naso e agli angoli esterni degli occhi creando le così dette zampe di gallina. Le labbra contraendosi e curvando l’estremità delle labbra verso il basso creando delle rughe che partono sotto il naso e continuando fino agli angoli della bocca.
2. Disprezzo (Contempt)
Il disprezzo fa assumere al volto un’espressione particolare, che riporta e viene molte volte scambiato come disgusto o un atteggiamento provocatorio.
Nell’espressione di disprezzo si nota un pronunciato innalzamento di un solo sopracciglio, anche chiamato il “sopracciglio sprezzante” che ha come conseguenza la creazione di rughe concentriche al di sopra di esso.
Il labbro superiore si alza dallo stesso lato, fino a quasi scoprire il canino. L’angolo della bocca che si solleva, provoca un innalzamento della guancia, che a sua volta crea delle rughe sul lato esterno dell’occhio. Se invece il soggetto mantiene il sopracciglio sollevato e la bocca chiusa, l’espressività cambia da disprezzo a una forma di superiorità.
3. Tristezza (Sadness)
La tristezza è un’emozione universalmente riconosciuta. Le sopracciglia si avvicinano e si sollevano nella parte interna facendo salire anche l’angolo interno delle palpebre superiori. Se le sopracciglia si avvicinano senza rialzarsi la pelle della fronte prende una forma di increspatura a forma di ferro di cavallo.
Gli angoli della bocca vengono spinti verso il basso, il labbro inferiore comincia ad avere dei piccoli tremolii. Si riesce anche a notare una mancanza di tono muscolare, rendendo la faccia inespressiva e cadente.
4. Paura (Fear)
Le sopracciglia si sollevano, si distendono e si avvicinano e infatti si creano delle piccole rughe orizzontali sulla fronte.
Gli occhi si spalancano sempre di più e lo sguardo resta fisso nella direzione dentai ciò che spaventa. La bocca resta aperta tesa, ma con gli angoli della bocca che tendono leggermente verso il basso, mentre le narici si dilatano.
5. Rabbia (Anger)
Solitamente la rabbia viene espressa con la fronte che si contrae formando delle rughe verticali tre le sopracciglia. La palpebra superiore viene spinta verso il basso dal movimento delle sopracciglia. Lo sguardo diventa fisso e gli occhi si fanno stretti tra le palpebre, diventano brillanti e possono perdere la simmetria.
Le narici si dilatano, assumendo un’espressione molto simile a quella di un toro. Le labbra si contraggono e la bocca può assumere diverse espressioni. La bocca può aprirsi mostrando i denti fino ai canini inferiori e la mascella viene spinta verso il davanti come se volesse mordere, solitamente l’espressione viene accompagnata da urla e da insulti.
La voce sembra strozzarsi in gola e diventa rauca e stonata. Quando invece la bocca rimane chiusa, con le labbra e i denti serrati, vuol dire che la persona presa dall’ira sta cercando di trattenersi.
6. Sorpresa (Surprise)
La sorpresa è una delle emozioni più rapide e brevi, dura pochi attimi giusto per far capire cosa sta succedendo davanti agli occhi del soggetto. Le sopracciglia si alzano, si allontanano e si curvano allo stesso tempo creando delle piccole rughe che seguono la linea delle sopracciglia stesse- gli occhi si spalancano per vedere meglio, la bocca prende la forma a “O” che esprime sorpresa che può anche essere accompagnata da un vocalizzo “Ooh”.
7. Gioia, felicità (Happiness)
La fronte si distende e lo sguardo appare brillante e vivace, le palpebre inferiori si sollevano e formano delle piccole rughe tutto intorno agli occhi. Le guance si gonfiano e si sollevano allo stesso tempo. La bocca si stira sollevando gli angoli della bocca. Il naso si arriccia e l’apertura della bocca crea delle profonde pieghe naso-labiali[2].
[1] Vedi anche Paul Ekman, Wallace V. Friesen (1978), Paul Ekman (2008).
[2] Fonte. Rielaborazione da https://it.wikipedia.org/wiki/Microespressioni
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