Professionista dello sviluppo del potenziale umano

© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.

In questo volume proponiamo una nuova classe di competenze emotive, le competenze emotive celebrative. Intendiamo con queste la capacità vera e propria del saper celebrare, saper godere, saper gioire.

Questo significa capire quando e come gioire, esaltarsi, dare formalizzazione ad un successo, sancirlo, e quindi festeggiarlo. Ma anche gioire delle sensazioni che proviamo per il fatto stesso di essere vivi.

Le competenze emotive celebrative devono insegnare alla persona anche qualcosa di più difficile: capire quali sono i falsi successi e gli eventi per i quali non vale la pena esaltarsi o ritenersi bravi, o sentirsi particolarmente felici.

Un esempio per tutti: una vincita alla lotteria. Questo evento è in genere essere considerato un evento da celebrare, ma le statistiche evidenziano che per molti diventa una sorta di tragedia, un improvviso disporre di risorse senza le competenze ed esperienze su come usarle. Per la maggior parte delle persone che non sanno poi gestire quel denaro inizia una vita peggiore, salvo i primi momenti di euforia. E per molti va a finire davvero male.

Un piccolo risultato che sia invece frutto di una nuova acquisizione personale, o una piccola sfida personale vinta in condizioni avverse, sono fatti che andrebbero celebrati assolutamente.

Come sostiene Emerson[1], rispetto al concetto di uomo “erudito”,

…egli odia quello che ha se vede che è accidentale, se gli pervenne per eredità, o in dono, o come frutto di qualche crimine; allora sente che non si tratta di vero possesso: è qualcosa che non gli appartiene, che non ha radici in lui…

Esistono quindi vari fronti di lavoro: riconoscere il momento di celebrare, e la mancata celebrazione, capire il fenomeno del celebrare per eventi sbagliati (ipercelebrazione su falsi goals).

Sul fronte dei successi, non significa che il successo non vada goduto, la cosa è più complessa: si tratta di gustarlo a pieno senza che esso vada ad annebbiare la vista e la percezione della sua reale natura e portata.

Sul fronte opposto, possiamo avere invece l’errore del sottovalutare un accadimento che dovrebbe invece essere considerato un successo, un fatto da celebrare e festeggiare.

E nella crescita personale, ogni acquisizione è un vero successo.

Principio 9 – Principio di celebrazione

Le performance possono essere aumentate tramite:

Se questo principio fosse applicato, non verrebbe spesa una moneta inutilmente nella stragrande maggioranza dei tagli di nastri e celebrazioni politiche, il cui unico scopo è dare visibilità e pubblicità a chi taglia il nastro.

Anche nelle aziende, si premierebbe molto più frequentemente una critica fondata piuttosto che impegnarsi in una serie di celebrazioni ipocrite prodotte da yes men.


[1] Emerson, R.W. (1841). Essays. Trad it: Diventa chi sei. Fiducia in se stessi. Compensazione. Leggi spirituali. Donzelli, Roma (2005), p. 43.

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