Professionista dello sviluppo del potenziale umano

© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.

Il nostro interesse è anche politico: nel momento in cui la liberazione del potenziale individuale possa diventare un fenomeno di massa assisteremo a mutamenti positivi travolgenti, incommensurabili. Avremmo un mondo nuovo.

Un mondo di persone con la testa libera di ragionare fa paura a molti ma è un sogno che vale la pena perseguire.

La sfida è enorme.

Il campo della Crescita Personale è certamente affollato da studi, ricerche e metodi, ma abbondano gli improvvisatori e i venditori di fumo, e come ambito di ricerca di certo non si può considerare concluso.

I fatti della realtà umana, squallide esistenze, sofferenza e dolore diffusi sull’intero pianeta, lo dimostrano senza scampo. Chi sostiene che nelle scienze umane sia già stato detto tutto afferma una ipocrisia che viene smentita appena si esce dalla porta, o persino dentro casa.

Se fosse vero, la realtà dovrebbe essere magicamente priva di problemi, un paradiso felice per tutti, ma non è così. Esiste un grande bisogno di performance in ogni campo.

Finché in Africa o nel Sud del mondo (e in molti strati sociali dell’intero pianeta) un bambino che si alza non avrà da mangiare, il lavoro non è finito. Le performance sociali devono avere un obiettivo importante: crescere la qualità di un sistema sociale. Anche un solo bambino che soffra ingiustamente sul piano fisico (malattia e denutrizione) o psicologico (per deficit dei sistemi educativi e familiari) deve tenerci impegnati e dirci che il lavoro non è finito.

Per chi abbia già raggiunto un certo grado di benessere materiale, se il primo problema al risveglio non diventa quello di crescere se stessi e gli altri, di contribuire ad una causa, il lavoro non è finito.

Finché avremo aziende condotte in modo nepotistico, manager arroganti, o insufficientemente preparati, o privi di visione, il lavoro non è finito.

Ovunque vi siano aziende e università in cui viene praticata la sistematica distruzione della meritocrazia, spadroneggia la politica e avanzano i raccomandati, il lavoro non è finito.

Finché devi mettere un lucchetto alla porta di casa, o aver paura per un tuo caro in giro la sera o in una stazione, il lavoro non è finito.

Finché una madre, una famiglia innocua, o dei bambini, non potranno andare in giro sicuri, ovunque, senza paura di subire violenze da delinquenti, da ubriachi, da tossici, da prepotenti, il lavoro non è finito.

La sfida del produrre qualche innovazione significativa sulla Crescita Personale è importante, anche perché – in caso di successo – permette di avere più strumenti per affrontare l’evoluzione di tutti, aiutare le persone concretamente a crescere, da qualsiasi posizione di partenza si parta.

Un mondo di idioti sarà idiota. Un mondo di persone illuminate sarà illuminato.

Il presupposto di base di tutto questo lavoro è in una visione illuministica dell’essere umano e del suo sviluppo.

L’aspetto più interessante dell’essere umano è nel suo potenziale ancora non espresso, la sua enorme possibilità di evolvere.

Dietro ad ogni embrione si può nascondere un grande scienziato, un profondo filosofo, un eccezionale atleta, un ottimo manager, un padre o una madre piena di amore.

La cultura in cui cresce la persona, gli stimoli che riceve ma soprattutto quelli che non riceve, i maltrattamenti, le diete di stupidità ideologica e mentale, veleni fisici e mentali, le vessazioni psicologiche, impediscono a questi fiori di crescere, e agiscono come defolianti chimici anche su chi stia per sbocciare o lo abbia già fatto.

Sfuggire a tutto questo e andare verso l’orizzonte è più di un obbligo, è un modo per seguire un richiamo dell’anima, dire no ad ogni tiranno del presente, del passato e del futuro.

Quando interviene un cambiamento, alcune specie sentono il bisogno di migrare, si chiama Zukunrea. Il richiamo dell’anima verso un luogo remoto, inseguendo un odore nel vento, una stella nel cielo, l’ancestrale messaggio induce i simili a spiccare il volo e a radunarsi, soltanto allora potranno sperare di sopravvivere alla crudele stagione incombente. Citazione dal personaggio Mohinder Suresh, dal film: “Heroes”

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