© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.
Il concetto di crescita viene spesso visualizzato come una scalata verso l’alto, un’arrampicata impossibile verso livelli che si sviluppano in altezze vertiginose. Bene, è un errore, può trattarsi invece di un allargamento (crescita laterale, ampliamento dei propri campi di azione), o una crescita che guarda dentro, verso se stessi.
Anche piccolissime acquisizioni positive possono dare luogo a importanti variazioni nel lungo periodo, per effetti di trascinamento ed effetti a cascata.
Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe. Madre Teresa di Calcutta
Le operazioni positive richiedono di apprendere ad accedere alle risorse attive ma soprattutto accedere alle risorse bloccate, scoprendo un bacino di energie prima non accessibili perché ostacolate da numerosi fattori (sociali, psicologici, lacune di apprendimento, ambiente circostante).
Risorse e potenziale

Spesso non ci sentiamo pronti, non ci sentiamo all’altezza, vediamo le cose come troppo difficili, ci ritiriamo.
Tale stato riguarda un’innumerevole gamma di questioni: impegnarsi in una ricerca, fare una scelta, o invece continuare a posticipare.
Azioni come parlare in pubblico, fare una presentazione, decisioni di vita come avere figli, assumere una responsabilità, cambiare lavoro, cambiare vita, coltivare una relazione difficile, richiedono energie.
Ci provi fallisci, ci riprovi fallisci di nuovo, ma il vero fallimento è quando smetti di provare. dal film “La casa dei fantasmi”
Le sfide sembrano insormontabili. Tuttavia, a volte accade qualcosa di sorprendente. In alcune sfide, quando ci si trova catapultati all’interno, si scopre di avere qualcosa dentro, qualcosa che non sospettavamo di avere.
Scoprire di avere questa energia nascosta, potente, sapere dove e come farla emergere, capire quanta è realmente, riuscire a portarla allo stato di coscienza, è un grande risultato.
Se solo potessimo conoscere il nostro potere fino in fondo accetteremmo molte più sfide e andremmo verso ideali ben più grandi di quelli che perseguiamo nel quotidiano.
Questo aspetto riguarda sia la vita delle persone, ma anche quella delle aziende, che si nutrono dell’energia dei manager e di ogni singolo collaboratore.
Principio 4 – Consapevolezza delle risorse bloccate
- Le performance e il benessere possono essere aumentati quando:
- la persona prende coscienza di possedere risorse bloccate o latenti, sia tramite forme di autocoscienza che tramite contributi esterni (coaching, training, assessment, analisi del potenziale personale);
- la persona decide di intraprendere un percorso di crescita, miglioramento, sblocco, senza accettare questi limiti passivamente, con lo stesso spirito di chi avvia un viaggio in nuovi territori (coraggio dell’esploratore).
Mi è capitato oramai troppe volte di osservare che dietro alla tristezza, o a vite che decadono, ma anche nascosti nei meandri dei malesseri organizzativi o problemi di mercato di un’azienda, si nascondo profonde crisi di significato, perdita di senso, e mancanze di energie personali.
Ho potuto notare questo fenomeno anche in campo sportivo.
La ricorrenza di questo fatto e le sue implicazioni sono di portata tale che ho dovuto, per necessità, studiarlo, se volevo andare alla radice del problema come coach, come consulente e formatore che vorrebbe aiutare seriamente le persone e le aziende ad evolvere: come favorire le persone e le organizzazioni a crescere, a formarsi, a evolvere, se le energie mancano? A cosa servono tutti gli strumenti dell’universo se non c’è “fuoco sacro” e volontà?
Ho notato, come professionista, che – quando voglio veramente andare alla radice di un aiuto forte, che produce effetti, e non voglio limitarmi ad un lavoro burocratico – devo veramente pormi il problema delle energie personali e delle energie che circolano nei team.
Il problema si sposta: dalle semplici competenze ai sistemi di energie delle persone, e di come queste riescono a produrre progetti e usare gli strumenti, o invece li spengono e non utilizzano nemmeno.
L’esame di come queste forze ed energie fluiscono tra persone e nelle organizzazioni, e – non ultimo – dentro di me, è affascinante.
Rimanere in uno stato di superficie significa osservare il problema da una angolazione dalla quale non è possibile fare niente di serio. Posso consegnare uno stupendo piano o progetto, ma se nessuno avrà la volontà di applicarlo, la forza di tentarlo, non verrà nemmeno sfogliato.
Se lavoro in uno spazio mentale in cui non si produce vero sviluppo e vera crescita, non sono appagato. Questo livello di superficie non mi accontenta né personalmente né professionalmente.
Queste riflessioni costringono chiunque ad aumentare sempre più le attività di ricerca verso il tema del potenziale umano e delle energie personali, e per quanto mi riguarda, è una sfida scientifica e professionale molto seria.
Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:
- Coaching World Federation
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