Professionista dello sviluppo del potenziale umano

© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.

In un monastero, due monaci dedicano lo stesso tempo alla meditazione, tutti i giorni. Uno è sempre felice, l’altro sempre infelice.

Il monaco infelice chiese all’altro: perchè io sono infelice? Eppure dedichiamo entrambi lo stesso tempo alla meditazione, negli stessi orari, negli stessi giorni…

L’altro rispose: perchè tu mediti su quello che non hai, io medito per ringraziare di quanto ho.

I cercatori di performance possono vivere una vita da infelici, quando nessun traguardo è mai sufficiente, oppure una vita felice, quando si impara l’arte del gustare ciò che si ha e da li si parte per costruire nuovi traguardi. Traguardi di ricerca, e di esplorazione, prima di tutto. La vittoria fine a se stessa non ha mai aiutato nessuno.

Uno spirito guerriero sa celebrare, sa gioire, sa consolidare ciò che ha e ciò che è, prima di avviarsi verso nuove battaglie.

Il cielo è il soggiorno degli eroi dalla nobile condotta, che non voltano la schiena nelle battaglie

Krishna. da: Il guerriero nell’India Arcaica

Le due grandi abilità insite nello spirito guerriero sono il coraggio e la capacità di recupero. Tradotto nel linguaggio del Potenziale Umano secondo la visione del nostro metodo:

Tutto questo ci mette in grado di produrre performance.

Il fatto che le performance siano modificabili tramite allenamento e coaching, è evidentissimo.

Meno evidente è il fatto che il potenziale individuale su cui poggiano le performance sia esso stesso un fattore lavorabile, aumentabile.

Molti partono dal principio che una persona sia fissa o bloccata in quello che è, nella propria genetica, e non possa essere altro, le sue vette massime raggiungibili siano scritte, predeterminate. Sbagliato.

Ognuno è quello che il suo ambiente e genetica, ma anche la sua volontà e ambizione, strategia e forza morale, training e allenamento, lo porteranno ad essere.

1. Armi della mente

Volontà, ambizione, strategia, diventano le armi che – abbinate a tecniche adeguate – danno linfa al potenziale individuale. Armi senza le quali non è possibile procedere se non augurandosi di avere fortuna o subire una mutazione genetica, un modo di pensare assurdo e controproducente.

Per agire attivamente e non sperare nella fortuna serve un metodo.

Un metodo è sostanzialmente l’arma che la volontà utilizza per concretizzare un sogno.

– Burnett: Ci aiuterebbe a cambiare la vita di molta gente!

– Rambo: Hai delle armi con te?

– Burnett: Certo che no!

– Rambo: Allora non cambierai niente…

Dal film: “John Rambo” di Sylvester Stallone

Si, per cambiare qualcosa servono armi. Spesso sono armi della mente. Come forza di volontà, capacità di rilassamento, capacità di concentrazione, e altre forze assolutamente allenabili.

Sia l’ambiente che la volontà sono fattori su cui si può lavorare. Si può decidere di cambiare ambiente o zona, si può decidere di allenarsi nella volontà e nel corpo.

Il potenziale è un fattore lavorabile o modificabile, trovare il modo per farlo è la nostra missione.

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